François Hollande semina il panico nel mondo del calcio francese

Francois Hollande (getty images)

CALCIO E PRESIDENZIALI FRANCESI – l programma elettorale del candidato socialista alle prossime elezioni presidenziali, François Hollande, sconvolge i milionari del mondo del calcio transalpino. Frédéric Thierez, il patron della  Ligue 1, il massimo campionato di calcio francese, ha affermato che alzare l’aliquota al 75% per i contribuenti che dichiarino più di un milione di euro l’anno rappresenterebbe una vera e propria “catastrofe” per le società sportive. “Il mio dovere è quello di difendere gli interessi vitali del calcio quando essi sono minacciati.

Se questo progetto prendesse vita, porterebbe il calcio francese all’impoverimento e alla sua retrocessione sulla scena europea. Ci si può accontentare che la Francia giochi in seconda divisione, ma questo non è di certo il mio obiettivo”, ha dichiarato lo stesso Thierez all’emittente radiofonica RMC. Le dichiarazioni del presidente della Ligue 1 fanno eco alle parole del ministro dello sport del governo Sarkozy, David Douillet, che nella giornata di giovedì, dinanzi al Parlamento, ha accusato François Hollande di proporre “misure totalmente demagogiche che uccideranno lo sport francese”.

L’aliquota riguarderebbe fino a 150 giocatori appartenenti alle società calcistiche della Ligue 1 e della Ligue 2: “ i giocatori lascerebbero istantaneamente in nostro Paese, ne hanno i mezzi” ha previsto lo stesso Ministro Douillet, “ciò porterebbe anche alla perdita per il fisco francese di circa 600 milioni di euro, nonché del 5% della tassa Buffet ( la legge sui diritti televisivi)”. La tragica previsione del responsabile del dicastero dello Sport è che la perdita di appeal del campionato francese porterebbe alla fuga anche le emittenti televisive interessate a trasmettere le partite. Ma non finisce qui.

In base ai dati presentati dal Ministro, lo sport transalpino è già in perdita di circa un milione di euro e i finanziamenti pubblici previsti per la costruzione dello stadio del Lille e dell’impianto Jean Bouin a Parigi rischierebbero di non servire più a nulla.  “Questa misura demagogica ed elettoralista colpirebbe milioni di persone che amano il calcio” ha concluso Douillet.
Sarà, ma non è detto che i Francesi non sappiano farsene una ragione.
Flavia Lucidi