Spagna: con la riforma del lavoro i disoccupati aumentano

SPAGNA: DISOCCUPAZIONE IN AUMENTO – E’ passato circa un mese dall’introduzione, all’interno del sistema legislativo spagnolo, della riforma del mercato del lavoro varata dall’esecutivo presieduto da Mariano Rajoy. Dopo il grande sciopero generale svoltosi nel Paese il 29 marzo scorso, la risposta della cittadinanza era parsa chiara e il gran numero di persone sceso in piazza ha direttamente criticato la riforma proposta dal governo.

Come se non bastasse uno sciopero generale di grandi dimensioni a delegittimare politicamente il provvedimento, richiesto a Rajoy dalle istituzioni finanziarie dell’Unione Europea che controllano l’economia dei paesi in recessione, oggi è giunta la notizia che la “Reforma laboral” sta affossando ulteriormente il mercato spagnolo e sta facendo crescere in maniera esponenziale il tasso di disoccupazione.

Alcuni dati, pubblicati in giornata proprio dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, dimostrano che il sistema occupazionale del Paese non sta reagendo bene ai presunti antidoti della riforma e il numero di persone che perde il proprio posto di lavoro sta vertiginosamente aumentando. Si parla, in un solo mese, di 38.769 cittadini spagnoli messi nell’impossibilità di svolgere l’attività che svolgevano precedentemente: in media la disoccupazione aumenta giornalmente di ben 1.250 unità.

A fine marzo la cifra di persone senza lavoro in Spagna si è attestata attorno a 4.700.000. Proprio la Spagna, all’interno dell’UE è il Paese che sta affrontando la più grossa crisi occupazionale ed ha un tasso approssimativo pari al 23,6% di inoccupati.

 

Redazione online