Attentato a Brindisi: Giovanni Vantaggiato nascondeva un arsenale pirico a Nardò

Giovanni Vantaggiato

 

 

ATTENTATO A BRINDISI – A Nardò, nel suo rifugio leccese ereditato dalla famiglia, Giovanni Vantaggiato aveva preparato sei bombole per l’attentato alla scuola ‘Morvillo Falcone’ di Brindisi, ma ne avrebbe utilizzato soltanto tre, probabilmente perchè nel bidone non vi era abbastanza spazio. E’ quanto ha riferito Vantaggiato al suo difensore, l’avvocato Franco Orlando, durante un colloquio di due ore che il legale ha avuto ieri in carcere con il suo assistito. Il legale ha anche comunicato che entro la fine della settimana depositerà il ricorso al Tribunale del Riesame contro l’aggravante della finalità di terrorismo per la strage contestata a Vantaggiato, in concorso con altre persone.

“Non volevo fare nessun altro attentato” ha ribadito Vantaggiato al suo legale, escludendo di aver usufruito di alcune bambole di pezza per testare l’esplosivo, costruito artigianalmente seguendo le istruzioni di un manuale. Gli ordigni sono stati ritrovati dagli investigatori in un cespuglio di rovi: tre bombole, due di gas propano liquido dello stesso tipo già adoperato contro la scuola Morvillo, della capacità di 20 chili ciascuna (quelle esplose il 19 maggio pesavano 15 chilogrammi). La terza bombola era del tipo usato dai sub per le immersioni, anche questa accuratamente nascosta in un terreno adiacente, forse all’insaputa del proprietario. Nascosti in altri cespugli sono stati trovati anche sei bidoni di polvere nera, dello stesso tipo di quello utilizzato per l’attentato. Ma al momento non ci sono prove di complicità altrui.

 

Redazione

 

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