Campagna contro il binge drinking (Getty Images)


Secondo il Rapporto Osservasalute 2012, messo a punto dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane e pubblicato qualche giorno fa, un fenomeno emergente negli ultimi anni nel nostro Paese è rappresentato dall’avvio precoce al consumo di alcol, dal ‘binge drinking’ e dal consumo di alcol fuori pasto. In particolare, sottolinea il rapporto, oltre 300 mila minori di 11-15 anni di età usano l’alcol secondo modalità rischiose e fonte di danni per la salute.

Riflettori puntati, dunque, secondo lo studio, sulla pratica del ‘binge drinking’, vale a dire la pratica di assumere più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve, al fine di ottenere in breve tempo un’ubriacatura immediata e la perdita del controllo. Altro dato inquietante è quello relativo al progressivo e costante abbassamento dell’età media di avvio all’uso dell’alcol (11-12 anni, la più bassa in Europa).

Problematica anche la questione riguardante l’obesità: il fenomeno riguarda l 10,7% (era l’11,1% nel 2010) degli uomini e il 9,4% (9,6% nel 2010) delle donne. In media, è fuori forma più di un terzo della popolazione adulta e affronta l’obesità un italiano su dieci. In diminuzione, invece, i fumatori: la media nazionale di persone che decidono di ‘abbandonare’ il tabagismo è infatti pari al 23,4%. Infine, la ricerca segnala la diffusione della ‘pigrizia’, soprattutto tra persone di sesso femminile.

Avverte Walter Ricciardi, docente di igiene all’università Cattolica e direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute: “Il pericolo investe anche la tenuta dello stesso Servizio sanitario nazionale. Infatti, per quanto il Ssn stia lentamente migliorando la sua efficienza economica, il rischio è che all’aumento dell’efficienza non corrisponda un aumento di efficacia delle cure e quindi un miglioramento degli esiti delle stesse. La ricerca di efficienza attuata con tagli all’offerta – termina – in prospettiva potrebbe comportare dei rischi per quanto riguarda l’accessibilità alle cure e di conseguenza l’efficacia del sistema nel produrre salute”.

Redazione online