Apple annuncia: stop ai fornitori di minerali in zone di guerra

Apple (getty Images)
Apple (getty Images)

 

Apple ha presentato il “Supplier responsibility report“, annunciando una doppia stretta. In primo luogo, il documento,  nel tentativo di rendere le condizioni in cui vengono prodotti i suoi prodotti in tutto il mondo sempre migliori, annuncia un aumento dei monitoraggi nelle aziende fornitrici con sedi in paesi asiatici. Già nel 2013 i controlli delle condizioni lavorative sono aumentati del 15 % rispetto all’anno precedente ed Apple ha imposto al 95% dei suoi fornitori di minerali il limite di 60 ore lavorative settimanali, dunque non si tratterebbe di una grande novità.

Più rilevante è sicuramente la messa al bando dell’acquisto di minerali estratti in zone di guerra. Un materiale molto importante per l’azienda di Cupertino, infatti, è il Tantalio, ottimo conduttore di calore ed elettricità e quindi molto usato nei circuiti informatici. Gran parte dei giacimenti di Tantalio è situata in paesi particolarmente instabili, quali Congo, Angola, Sud Sudan, teatri di conflitti anche per il controllo e lo sfruttamento di queste risorse.

“Confermiamo che tutte le nostre fonderie di tantalio attive e registrate nella catena dei fornitori di Apple sono state validate con certificazione ‘conflict-free’ da una società indipendente, e che continueremo a richiedere ai fornitori di usare esclusivamente fonti di tantalio verificate”, ha spiegato Apple, che si  è impegnata nei medesimi controlli per altri minerali come l’oro e il tungsteno “in modo da cambiare davvero la situazione”.

 

Redazione