L’ex ministro Passera tra la ricostruzione del centrodestra e gli attacchi a Renzi

Corrado Passera (Getty Images)
Corrado Passera (Getty Images)

Mancano poco meno di due settimane al 14 giugno, quando l’ex ministro del governo Monti, Corrado Passera, varerà il suo movimento politico ‘Italia unica’, l’ultimo ambizioso progetto di ricostruire un centrodestra liberale, diverso sia da Forza Italia che dal Nuovo Centrodestra. Un progetto che Passera ha illustrato in un’intervista a ‘Quotidiano Nazionale’: “L’alleanza Berlusconi-Lega testimonia la debolezza del primo ed è a tutto vantaggio della seconda, il Nuovo centrodestra è asservito al governo Renzi… Mi pare che lo spazio ci sia e che sia enorme”.

“I miei genitori mi hanno insegnato che oltre alla famiglia e all’impresa c’è la comunità: amo l’Italia e credo di avere l’esperienza necessaria ad evitare un futuro di poverà al nostro Paese”, ha spiegato Passera, giustificando la sua scelta di impegnarsi in politica e ricordando che a suo tempo rifiutai il ruolo di coordinatore di Scelta civica proprio perché Monti, Montezemolo, Fini e Casini ebbero paura di creare qualcosa di nuovo preferendo invece sommare quel che di vecchio già c’era”.

Questo, in sintesi, il progetto di Passera: “Ho fatto un giro d’Italia in 30 tappe per ascoltare i problemi del Paese e metterne in luce le molte eccellenze, il 14 lanceremo un programma che nei sei mesi successivi sarà valutato e corretto dagli italiani attraverso i media civici. Mi rivolgo alla nazione, non al ceto politico: a decidere del nostro futuro saranno gli elettori”.

L’ex ministro, poi, in un colloquio con il quotidiano ‘Libero’, in edicola oggi, critica il premier Matteo Renzi: “È stata una campagna elettorale di acquisto voti: gli 80 euro – che non sono 80 – hanno sicuramente convinto molti a votare Renzi. Ma la ragione principale del successo è stata un’altra: Renzi ha sostanzialmente giocato a porta vuota per mesi”. Passera ricorda infine: “Il 40% del Pd va letto come il 20% degli elettori: in valore assoluto, un milione di voti in meno di quando Veltroni raggiunse il record del 33%”.

Redazione