Gaza, dalla Striscia appello all’Italia: “Non armi Israele”

Manifestazione pro Gaza in Italia (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Manifestazione pro Gaza in Italia (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

“Italia, stop arming Israel”, ovvero “Basta armi a Israele”: questo l’appello lanciato in queste ore dalla striscia di Gaza nei confronti del nostro Paese, che – accusa la Rete Italiana per il Disarmo – il primo fornitore di armi all’esercito israeliano. Un appello che, secondo l’agenzia Maan, ha l’obiettivo di “chiedere all’Italia di non svolgere le previste manovre militari congiunte con Israele in Sardegna, a settembre”.

Al sito del Fatto Quotidiano, Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e Difesa, snocciola un po’ di numeri: “Nel 2012 rilasciate autorizzazioni per 470 milioni di euro per l’esportazione di sistemi militari verso lo Stato israeliano”. Per chiarire, l’analista spiega che è una cifra di valore più che doppio rispetto a quella messa a disposizione da Germania e Francia insieme.

Intanto Hamas fa un annuncio che dimostra una ulteriore volontà di apertura; Mousa Abu Marzuk, numero due dell’ufficio politico del partito filoislamico, ha spiegato infatti che la sua organizzazione “ha firmato il documento per il quale il presidente aveva chiesto la firma di tutti i movimenti palestinesi prima di firmare lo Statuto di Roma, che renderà possibile l’adesione della Palestina alla Corte penale internazionale”.

Abu Mazen, da parte sua, in una conferenza stampa congiunta con il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, ha lanciato un nuovo appello: “Tutte le parti devono assumersi le proprie responsabilità per fermare il bagno di sangue e arrivare a un cessate il fuoco duraturo”. Il leader dell’Anp ha poi condannando Hamas per le esecuzioni sommarie di una ventina di presunti collaborazionisti palestinesi, definite “illegali” e “al di fuori del sistema giuridico palestinese”. La condanna è arrivata attraverso una dichiarazione ufficiale di al-Tayyib Abd al-Rahim, segretario dell’ufficio di presidenza dell’Anp. Ma le accuse nei confronti di Hamas sono pesanti: “Hamas ha sparato sui piedi di molti che chiedevano al movimento di accettare il cessate il fuoco, altri sono stati messi agli arresti”.

Non si fermano infine i bombardamenti israeliani: uno di questi ha colpito un’abitazione ad Al-Zawayda, nei pressi del campo profughi di Nusseirat, uccidendo cinque membri della stessa famiglia, un uomo di 28 anni, la moglie di 26, i loro tre figli. Dall’inizio del conflitto, secondo l’Onu, sono quasi 2.100 le vittime palestinesi, due terzi delle quali civili; da parte israeliana, si registrano 68 morti di cui quattro civili.

Redazione online