Canone Rai, dal prossimo anno potrebbe costare meno della metà

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Sede Rai (getty images)

La tradizionale scadenza del canone Rai, prevista per il 31 gennaio 2015, potrebbe slittare. Il motivo è semplice: lo staff del sottosegretario allo Sviluppo Antonello Giacomelli sta mettendo a punto, di concerto con il Tesoro, un nuovo modello innovativo per il pagamento. Da quanto si apprende, infatti, il canone non sarà più una tassa fissa sul possesso dell’apparecchio televisivo, ma si pagherà in base a reddito e consumi. Ciò vuol dire, in sostanza, che le tariffe caleranno di molto e potrebbero variare tra i 35 e i 65 euro.

L’operazione Giacomelli ha un obiettivo ben preciso: riuscire ad abbattere l’evasione. Quasi un italiano su tre non paga infatti la tassa sul possesso dell’apparecchio televisivo, con punte che arrivano al 50% in molte regioni del Mezzogiorno d’Italia. Nel cosiddetto decreto canone su cui il governo sta lavorando, sono previsti maggiori introiti da Lotterie e Giochi, oltre a un emendamento contro gli sconti di cui godrebbero Mediaset e Rai. L’intenzione è comunque quella di ottenere maggiori introiti dalla pubblicità, come avviene in altri Paesi europei.

Altro punto dirimente della nuova riforma è che dal prossimo anno l’autodenuncia del possesso dell’apparecchio televisivo potrebbe arrivare attraverso la dichiarazione Irpef: in questo modo, si presume, molte meno persone potranno nascondere di avere in casa un televisore, di fronte alla possibilità che possa arrivare un accertamento fiscale da parte dell’Agenzia dell’Entrate. Quest’ultima è solo un’ipotesi, che sembra già superata dallo studio di un meccanismo totalmente legato ai consumi (nelle ricerche di mercato la quasi totalità degli italiani dice di avere una tv), che eviterebbe appunto l’autodenuncia.

Redazione online