Scontri a Bengasi, Libia (STR/AFP/Getty Images)

Scontri a Bengasi, Libia (STR/AFP/Getty Images)

Continua ad essere critica la situazione in Libia, in particolare a Bengasi, nella regione orientale della Cirenaica. Negli ultimi scontri tra forze governative e milizie islamiste sono morte nove persone. La notizia è stata data dall’emittente panaraba Al-Jazeera, che parla di un attacco dei filo-governativi contro i miliziani. Ieri mattina un attentato dinamitardo è stato sferrato contro la residenza del generale Khalifa Haftar, nel centro di Bengasi. Il generale dallo scorso maggio guida l’operazione chiamata “Dignità” contro i terroristi che stanno destabilizzando il Paese. Haftar non era in casa al momento dell’esplosione. Nell’attentato, tuttavia, è rimasta uccisa una donna che stava passando in zona, mentre un’altra è stata ferita. La notizia dell’attentato è stata data dal giornale libico online Libya Herald e riportata dall’agenzia di stampa Aki/Adnkrons.

Negli ultimi cinque giorni il bilancio delle vitte degli scontri a Bengasi è salito a 75 morti. L’agenzia Aki/Adnkrons segnala inoltre che il Libya Herald scrive della morte, nelle ultime violenze, di Omar Musaib Almsheeti, direttore della Commissione nazionale per l’assistenza agli sfollati in Libia. L’uomo era stato sequestrato sei giorni fa, il suo corpo, riporta il giornale online, è stato ritrovato ieri mattina nel distretto di Hawari. L’uomo è stato ucciso a colpi di arma da fuoco. Almsheeti aveva denunciato la sottrazione di fondi per l’assistenza degli sfollati di Bengasi, puntando il dito contro alcuni funzionari del consiglio municipale della città.

Redazione