Pendolari, i dieci treni da evitare

Treni (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Treni (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Troppo affollati anche se non è Natale, spesso soppressi anche se non ci sono scioperi, perennemente in ritardo anche se non si segnalano guasti: quanti di noi, quotidianamente, hanno a che fare con i disagi dei treni “riservati” ai pendolari? A tutti coloro per i quali prendere il treno è un’impresa epica ha pensato Legambiente proponendo, in occasione del lancio della Campagna Pendolaria 2014, la lista delle peggiori linee ferroviarie scelte sulla base di dati oggettivi e delle segnalazioni dei pendolari, ovvero di chi vive in prima linea la “tragedia” dei continui disagi.

Nella black list, sono presenti la Roma Termini-Ciampino-Castelli Romani, la Circumflegrea, la Bergamo-Milano, la Siracusa-Ragusa-Gela, la Portogruaro-Venezia, ma anche la Catanzaro-Lido-Lamezia Terme, la Salerno-Potenza e la Campobasso-Isernia-Roma. Tutti treni che hanno tante storie da raccontare, a cui si aggiungono quelli soppressi del tutto a causa dei tagli lineari imposti negli ultimi anni. Per fare due esempi, gli stessi tirati in ballo da Legambiente nel report, ben 14 linee locali sono state cancellate in Piemonte negli ultimi tre anni e nel Nord-Ovest non poco scalpore ha fatto la cancellazione del collegamento Cremona-Piacenza.

Accusa il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini: “Altro che Sblocca Italia: per i pendolari il servizio, in larga parte delle Regioni, è andato peggiorando e continuerà a vedere tagli per la riduzione e l’incertezza delle risorse. Per quei tre milioni di cittadini che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o gli studenti per raggiungere scuole e università, la situazione diventa sempre più difficile a causa di treni troppo spesso vecchi, lenti e in ritardo”.

“Autentici drammi giornalieri si vivono sulle linee della Campania, del Veneto, del Piemonte o del Lazio. Di fronte a questa vera e propria emergenza nazionale, occorre un cambio di rotta della politica”, sottolinea ancora Zanchini, presentando il rapporto.

Il governo intervenga

Il vicepresidente di Legambiente prosegue nelle critiche: “E’ vergognoso che il Governo non intervenga e che gli stanziamenti erogati dalle Regioni per questo servizio siano talmente risibili da non arrivare in media nemmeno allo 0,35% dei bilanci. La nostra mobilitazione a fianco dei pendolari punta a cambiare questo stato di cose, Governo e Regioni devono impegnarsi concretamente per migliorare il trasposto pubblico su ferro”.

Il Rapporto Pendolaria, che verrà presentato il prossimo 18 dicembre, è impietoso: rispetto al 2009 le risorse da parte dello Stato per il trasporto pubblico su ferro e su gomma sono diminuite del 25%; le Regioni, competente sul trasporto dei pendolari dal 2001, non hanno investito né in termini di risorse né di attenzioni. Nel periodo 2011-2014, inoltre, le Regioni che hanno subito più tagli ai servizi sono state Abruzzo (-21%), poi Campania e Sicilia (-19%). La più tartassata con l’aumento di biglietti è il Piemonte (+47%), seguito dalla Liguria (+41%).

Davanti a un quadro tutt’altro che soddisfacente, ha senso ancora parlare di Alta Velocità?

 

GM