Ucraina: l’Europa ha paura della guerra

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Soldati ucraini nel Donbass (Anatoli Boiko/Getty Images)

Si attendono gli annunci ufficiali della Nato sui dettagli per il rafforzamento della presenza militare alleata in Ucraina, vista l’ininterrotta continuazione dei combattimenti nella regione sudorientale del Donbass, zona del conflitto contro i separatisti filorussi. In uno scenario europeo che ricorda solamente gli avvenimenti della guerra fredda, anche gli Stati Uniti stanno meditando l’invio di armi per il sostegno all’esercito regolare di Kiev. Oggi, il Segretario di Stato Usa John Kerry è atteso per i colloqui con il presidente ucraino Petro Poroshenko. Intanto, i ministri della Difesa dei membri dell’Alleanza Atlantica si riuniscono a Bruxelles per rassicurare i membri alleati dell’Europa orientale. Il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, arrivato anch’egli a Bruxelles, ha confessato che l’Alleanza Atlantica deve affrontare “un cambiamento fondamentale a causa delle aggressioni russe che hanno violato le leggi internazionali a partire dall’annessione della Crimea dello scorso anno”. La Nato esporrà, inoltre, i propri piani relativi a filiali di centri di comando diffusi in Estonia, Lituania, Lettonia, Polonia, Romania e Bulgaria. Ciò potrebbe valere come deterrente per qualsivoglia minaccia russa nei confronti dei Paesi baltici, nel caso in cui la crisi in Ucraina dovesse andare definitivamente fuori controllo.

Dagli Usa, il vicepresidente Joe Biden ha risposto alle domande di diversi importanti giornali europei sulle diverse questioni cruciali internazionali, fra cui le ambizioni della Russia del presidente Vladimir Putin che minacciano la sicurezza europea. Biden ha voluto precisare che l’escalation bellica in Ucraina è dovuto esclusivamente alle aggressioni russe e all’infrazione del “cessate il fuoco” di Minsk dello scorso 5 settembre. “I ribelli separatisti – ha dichiarato il vicepresidente Usa – sono stati addestrati in Russia e i carri armati di Mosca hanno spesso superato il confine. Se si rientra nelle regole siamo anche pronti a ritirare le sanzioni imposte. Vorremmo evitare soluzioni militari”. Intanto, però, Biden ha ammesso che l’Ucraina ha tutto il diritto di difendersi e di ottenere sostegno internazionale in questo sforzo per la propria sicurezza.

CM