“Lufthansa dovrà versare 350 milioni ai familiari delle vittime”

L’ad di Lufthansa Carsten Spohr (Sascha Steinbach/Getty Images)

La follia di Andreas Lubitz colpisce mortalmente anche la Lufthansa. Gli esperti del settore assicurativo vedono nel disastro provocato volontariamente dal copilota un caso in cui la compagnia sarà chiamata a rispondere per «responsabilità illimitata». La Lufthansa dovrebbe poter dimostrare di non essere responsabile per lo schianto. Ma il ritrovamento nell’appartamento  a Dusseldorf dei certificati e la lunga storia di depressione di Andreas Lobitz emersa all’indomani del disastro pongono la compagnia tedesca in una situazione indifendibile. Dal punto di vista della copertura assicurativa  l’incidente, verificatosi nel corso di  un volo internazionale, è governato dalla Convenzione di Montreal, siglata nel 1999 che prevede che ai  parenti delle vittime sia riconosciuto un risarcimento di 139mila dollari. Tuttavia questa è una cifra standard,  un indennizzo riconosciuto qualunque sia la causa del disastro: una soglia minima, dunque, che non esclude azioni civili di risarcimento ulteriori qualora i parenti delle vittime ritenessero che le responsabilità della  compagnia  e dunque i risarcimenti previsti dalla Convenzione non sia adeguato.  Dinanzi a gravi ed evidenti inadempienze questa cifra potrebbe aumentare “illimitatamente” a seconda del grado di negligenza da parte della compagnia aerea. Un peso nella valutazione del danno potrebbe derivare dal livello di consapevolezza del disastro imminente da parte delle vittime. E non è solo il mancato controllo delle condizione mediche del pilota a mettere in estrema difficoltà la compagnia: le famiglie delle vittime potrebbero contestare la politica della Lufthansa di non richiedere almeno due uomini dell’equipaggio in cabina in ogni momento del volo,  precauzione che avrebbe evitato lo schianto.   Per contenere gli importi cui verrebbe condannata a titolo di risarcimento la compagnia tedesca dovrebbe poter superare tutte queste obiezioni e dimostrare di non essere la sola responsabile del disastro. Un’impresa ardua, da affrontare in un contesto di estrema  pressione: stampa, opinione pubblica, diplomazia internazionale. Una guerra persa in partenza.  La compagnia ha intanto annunciato che pagherà 50mila euro ai parenti. Ma nessuno in Germania si illude che la partita possa chiudersi qui. Secondo gli esperti in campo assicurativo la Germanwings, controllata Lufthansa, dovrebbe disporre di almeno un miliardo di dollari di copertura assicurativa; si stima come probabile compensazione del disastro un importo complessivo non inferiore ai 350 milioni di dollari. Lufthansa non aveva fatto registrare  vittime dal 1990. Un dato frantumato in otto minuti, il tempo necessario ad Andreas Lubitz per attuare il suo disegno.

Armando Del Bello