Spari sui migranti, la Libia minaccia l’Europa

A migrant sleeps on the border near the sea in the Italian city of Ventimiglia at the Italian-French border on June 21, 2015, where a group of migrants has been camping since being refused entry into France. Italy warned that EU solidarity is at stake if the 28-nation bloc fails to reach a deal on sharing the burden of the Mediterranean migrant crisis. AFP PHOTO / VALERY HACHE        (Photo credit should read VALERY HACHE/AFP/Getty Images)
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Mentre i leader europei si lambiccano il cervello sulle questioni riguardanti la ridistribuzione dei migranti del Mediterraneo sul territorio dei Paesi membri, al largo delle coste della Libia alcuni spari hanno colpito un gommone carico di persone che erano in viaggio verso l’Italia. Secondo i testimoni, un uomo sarebbe morto mentre un altro, rimasto ferito, sarebbe stato trasportato in elicottero a Lampedusa. Sulla dinamica dei fatti è al lavoro la procura di Agrigento: le prime indiscrezioni rivelano che gli spari sarebbero partiti da una motovedetta libica, anche se al momento la Guardia costiera smentisce.

Intanto, un’aggressione (solo verbale) all’Europa arriva anche dal numero due dell’Autorità anti-immigrazione della Libia, Mohamed Abu Breida: “L’Unione Europea deve necessariamente coordinarsi con la Libia – avrebbe dichiarato Breida – perché colpire i barconi in acque libiche sarebbe una ‘flagrante violazione della sovranità’. I Paesi europei poi devono cercare di promuovere progetti economici nei paesi di origine dei flussi migratori per fornire lavoro alle popolazioni locali”. Queste dichiarazioni arrivano proprio nel giorno in cui viene dato il via libera alla missione EUNavfor Med, nuova operazione navale nel Mediterraneo contro le organizzazioni criminali che si occupano del traffico di migranti che cercano di arrivare in Europa. Intanto, continuano gli sbarchi: 918 sono a Taranto trasferiti da una nave britannica, attesi altri 522 a Salerno a bordo di una nave tedesca.

Infine, sembra prendere forma definitiva la bozza dell’accordo europeo per la redistribuzione dei migranti sul territorio dell’Unione. I quarantamila immigrati presenti tra Grecia e Italia saranno ripartiti entro la fine di luglio ma a decidere le cosiddette “quote” saranno i governi nazionali. Si tratta di un tentativo di superare il motivo della “obbligatorietà”, sgradito da molti esecutivi dei Paesi membri. A mancare ancora, e a preoccupare Matteo Renzi – “serve una strategia pluriennale e complessiva”, aveva dichiarato il premier –  è un impegno vero a ripetere l’operazione in futuro e a costruire una vera politica dell’immigrazione comune con regole automatiche in caso di crisi.

CM