16enne stuprata, i colleghi contro il militare: “Deve pagare”

Polizia a Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Polizia a Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Resta in carcere Giuseppe Franco, il militare di 31 anni accusato di aver violentato qualche giorno fa a Roma, nel quartiere Prati, una ragazzina di quindici anni. La richiesta avanzata dal pm Eugenio Albamonte è stata così accolta dal gip Giacomo Ebner, secondo il quale non solo “si ritengono sussistenti i gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato”, ma il 31enne “sembra aver pianificato la violenza”.

“Ha individuato una ragazza palesemente minorenne, ha esibito un tesserino per accreditarsi come rappresentante delle forze dell’ordine e ha persuaso la minore esercitando la forza solo nei momenti in cui la ragazzina tentava di ribellarsi”, scrive il gip, aggiungendo che ha “senz’altro ha approfittato dell’orario notturno e del luogo in cui appartarsi, senza dubbio conosciuto”. Inoltre, “sussiste il pericolo di reiterazione del reato” ed appare concreto “anche quello di fuga, tenuto conto che il militare ha cercato di far perdere le proprie tracce e che avendo fatto numerose missioni all’estero potrebbe conoscere i luoghi in cui rifugiarsi”.

Nel frattempo, su molti social network in tanti si lasciano andare a commenti contro la 16enne: “E che ci faceva una ragazzina da sola a mezzanotte in strada?”, si chiede un utente, mentre un altro incalza: “Lo voleva anche lei e si è inventata tutto per paura dei genitori, molte fanno così. Andiamoci piano prima di condannare”. La “colpa” sarebbe della ragazzina e del suo abbigliamento, insomma: “Cercate di essere meno provocanti ci sono in giro un sacco di depravati”.

Sulla vicenda ha detto la sua Giovanna Martelli, consigliera del Presidente del Consiglio sulle Pari opportunità, secondo la quale “lo stupro è doppio se la colpa è sempre delle donne”: “In queste ore stiamo assistendo a una seconda violenza nei confronti della ragazza minorenne che è stata aggredita la scorsa sera a Roma: sui social network e nei commenti online agli articoli di cronaca uomini senza vergogna accusano la vittima di aver provocato il suo aguzzino. I commenti di questi uomini hanno dell’incredibile e dell’odioso e ci riportano indietro nel tempo”.

I vertici della Difesa hanno espresso il loro “no comment”: «Ci sono delle indagini – hanno detto – e non entriamo nel merito». Tuttavia i commenti nell’ambiente non mancano: «Per la Marina quello che è accaduto è una  tremenda che getta un’ombra ai danni di quanti lavorano bene ogni giorno». «Ha tradito i nostri valori  e ha macchiato la divisa». «Chi ha sbagliato deve pagare, la giustizia deve fare il suo corso sia sul fronte ordinario che su quello militare». «Non vorremmo un altro Parolisi., dove il singolo infanga la divisa portata con dignità da molti altri». Sono queste le parole del giorno dopo. Parole dove la tesi della  “ragazza consenziente” sostenuta da Giuseppe Franco non sembra avere alcun credito.

GM