“Il segreto del mio nome”: recensione

COP_SEGRETOAccolto con entusiasmo da critica e lettori sui due lati dell’Atlantico, Il segreto del mio nome è il primo romanzo di Jax Miller, i cui diritti cinematografici sono stati acquistati da Gerard Barrett, un giovane e pluripremiato regista irlandese. In Italia, il libro è edito da BookMe (De Agostini) e vi avvisiamo sin da subito: è un testo potente come un incantesimo.

Non a caso, Lee Child ne ha caldeggiato la lettura, raccomandandolo “a tutti coloro che ne hanno abbastanza dei soliti thriller”. Ed è la pura verità. L’impianto narrativo, la storia, il personaggio principale e quelli secondari, i dettagli e gli snodi della trama sono perfetti.

Il segreto del mio nome è un’opera letteraria di tutto rispetto: è originale, fresca, dal ritmo incalzante e piena di sorprese. Narra le vicende di Freedom Oliver, una donna con un segreto: un tempo era Vanessa, meglio conosciuta come Nessa, moglie di un poliziotto e madre di due splendidi bambini. Molta violenza e qualche mese di prigione più tardi, Nessa diventa Freedom, finisce in un programma di protezione testimoni e si ritrova completamente sola con la tendenza a improvvisi scoppi di rabbia. Costretta a dare in adozione i suoi figli, dovrà mantenersi lavorando dietro il bancone di una bettola per camionisti. Ma quando Rebekah, sua figlia, che segue di nascosto su Facebook, sparisce improvvisamente, Freedom non ci penserà due volte ad abbandonare il programma e ad affrontare un lungo viaggio, che dall’angolo più sperduto dell’Oregon, la porterà sulle tracce della ragazza. Anche a costo di incappare nella vendetta dei Delaney, un clan di criminali capitanato da una matriarca spietata e obesa, Lynn, che con Freedom ha più di un conto in sospeso.

Armata solo del suo coraggio e di un feroce senso dell’umorismo, Freedom lotterà per salvare i suoi figli da un passato che non vuole saperne di lasciarli andare. E in un crescendo di colpi di scena, non mancheranno affatto scene crude, imbastite a suon di parole aspre, droga, alcool, sette religiose, poliziotti corrotti, inseguimenti, fughe e crimini efferati.

È con questi ingredienti e con un ritmo serrato che Jax Miller porta il lettore nel cuore di un’America estrema e disperata, tra delinquenti, hit men e anime alla deriva, regalandogli un’eroina formidabile e insolita, fragile e coraggiosa, corrotta e al contempo pura, decisa a pagare fino in fondo il prezzo della libertà e a scovare la verità.

La sua scrittura è piena, vivida, grandiosa. Ogni riga è sapiente, corposa, immaginifica. È un libro che gode di un’abilità narrativa importante. È empio di rimandi cinematografici forti. Infatti, Jax Miller, per sua stessa ammissione, è un’avida divoratrice di film e di fumetti, tant’è che la storia narrata ne Il segreto del mio nome ha un sapore da crime, serial tv e comics. Esce direttamente dalle viscere per mirare dritto al cuore. Già… perché Jax Miller affonda colpi su colpi. Sì, Jax Miller colpisce duro. La sua penna è precisa come un pugno, come un proiettile. È capace di far sentire al lettore tutta la sofferenza di Freedom, forse perché nel libro, la fantasia è stata impastata magistralmente a pezzi biografici tristi e complicati. L’ispirazione del romanzo, infatti, deriva proprio dalla sua battaglia personale contro la tossicodipendenza. Ma si sa, dopo un lungo tunnel, c’è sempre la speranza di vedere la luce. Ecco perché Il segreto del mio nome non si tinge soltanto di tonalità cupe, ma è anche un grido, un inno alla libertà, alla vita.

I dialoghi sono sopraffini, credibili, ben strutturati e in ogni pagina ricorre un ritornello che vi entrerà nel cervello: “Mi chiamo Freedom Oliver”. E se vi sembrerà una semplice asserzione, di fatto non lo è, perché in questa innocua confessione si nasconde un’intera anima. È un refrain che serve per entrare nei segreti della protagonista, nella sua vita passata e presente, nei suoi sensi di colpa, nella sua volontà di farcela, nonostante tutto. Ma è anche un’affermazione che la protagonista ripete a se stessa a mo’ di loop, quasi a ricordarsi chi era, chi è e chi o cosa diventerà. Perché badate bene: Freedom è un’alcolizzata, una potenziale assassina, una donna violenta, è una bomba a orologeria pronta a esplodere. Ma se ascolterete la sua storia, saprete che rumore fa un’anima che si spezza, perché lei era, è e resterà sempre un cuore in balia delle onde. Freedom ha fegato, è capace di mettersi in gioco, di ribaltare i piani della morte, di trovare la cruda violenza dei fatti e di accettarli con coraggio. Freedom è paura, è audacia. Freedom è fragilità, è tenerezza. Freedom è odio, è amore. Freedom è un mondo oscuro, ma anche dolce e premuroso. Freedom è sangue marcio, un urto interiore bellissimo. Freedom ha il petto forato. È una poesia umana capace di respirare nel fango. Freedom è un impeto arterioso e ha una voglia matta di parlare, e un contro desiderio di tacere. Freedom è lotta, resistenza, vita.

In definitiva, Il segreto del mio nome è uno dei migliori thriller degli ultimi tempi. È pazzesco, maledetto e travagliato. È un’avventura umana profonda. È un ipnotico saliscendi emotivo. Un imperdibile romanzo che vi conquisterà per la spietata crudezza narrativa e per la voce inedita. È un periplo sanguigno, che fa leva sulle debolezze dell’uomo e sui sentimenti veri, che non potranno mai essere offuscati dal passare del tempo, perché sono la nostra dignità, il nostro porto sicuro contro il caos, il nostro memorabile schiaffo contro il gioco imprevedibile del destino.

Silvia Casini