Rapina in chiesa, sacrestano massacrato di botte

La parrocchia di San Martino Monte l’Abate (foto dal web)
La parrocchia di San Martino Monte l’Abate (foto dal web)

Se l’è vista davvero brutta, ieri pomeriggio poco dopo le 18, il sacrestano della parrocchia di San Martino Monte l’Abate, a Rimini, massacrato di botte da due uomini incappucciati, che lo hanno prima minacciato, poi strattonato con forza, chiedendogli di aprire la cassaforte. L’uomo, che si erano recato in parrocchia per suonare, ha fatto ciò che gli era stato intimato ma la cassaforte era vuota, quini ha spiegato ai due balordi di non avere soldi e che da lì a poco sarebbe arrivato il prete.

A quel punto, i due ladri hanno reagito prendendolo a calci e pugni, poi portandogli via il cellulare. A dare l’allarme sono stati alcuni fedeli accorsi sul posto, poi sono giunti un’ambulanza per i soccorsi al sacrestano e gli agenti della scientifica della polizia di Stato, che stanno cercando di far luce su quanto accaduto e si sono messi sulle tracce dei  ladri. Stando al racconto della vittima, che ha 74 anni, gli aggressori sarebbero stati un italiano e un nordafricano.

Appena una settimana prima, un malvivente era stato sorpreso dai proprietari a rubare in una villetta proprio a ridosso della chiesa; aveva provato a fuggire, restando gravemente ferito. Sull’aggressione al sacrestano è intervenuta il vice sindaco, Gloria Lisi, parlando di “un episodio vile e preoccupante” e auspicando che “grazie al sempre prezioso lavoro della Questura e delle forze dell’ordine riminesi, anche in questo caso si possa risalire in tempi rapidi agli autori di questa aggressione e che si possa far luce su episodio che comunque dalle prime notizie ferisce la sensibilità perché coinvolge una persona al servizio della vita della parrocchia e quindi della comunità provinciale”. All’anziano sono arrivati anche gli auguri di pronta guarigione.

GM