Mosul, l’Isis non cede: la reazione è raccapricciante

(BULENT KILIC/AFP/Getty Images)
(BULENT KILIC/AFP/Getty Images)

Mentre prosegue l’offensiva delle truppe dell’esercito iracheno e dei combattenti peshmerga curdi verso Mosul per liberarla dall’Isis, con violenti scontri segnalati a Tal Kayf, punto strategico a circa 10 chilometri a nord-est della roccaforte jihadista, i terroristi, ormai in ritirata, avrebbero ucciso a sangue freddo 284 uomini, anche bambini, in esecuzioni di massa tra giovedì e venerdì. Lo riferisce la Cnn. Raccapriccianti le modalità di esecuzione: da quel che si apprende i jihadisti avrebbero usato bulldozer per gettare i corpi in una fossa comune vicino il luogo dell’esecuzione, il defunto Collegio dell’Agricoltura di Mosul, a nord della città. Il Daesh ha inoltre compiuto una rappresaglia a Kirkuk: “Abbiamo 46 morti e 133 feriti, molti dei quali membri dei servizi di sicurezza, come risultato degli scontri con Daesh”, ha spiegato un generale del ministero dell’Interno iracheno. Il bilancio è stato confermato da medici.

A Mosul, la situazione resta davvero tesissima: le Nazioni Unite avevano già fatto sapere che l’Isis aveva catturato 550 famiglie nei villaggi intorno alla loro roccaforte per usarle come scudi umani. Intanto è arrivato in Iraq per seguire le operazioni militari il segretario alla Difesa americana, Ash Carter. Mosul è in mano ai jihadisti dello Stato islamico dal giugno del 2014. Nei giorni scorsi, il premier iracheno Haider al-Abadi, in diretta tv, aveva annunciato l’avvio dell’offensiva finale contro il Daesh: “E’ giunto il momento della vittoria e sono iniziate le operazioni per liberare Mosul“.

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GM