In fuga con la bambina rapita, la caccia all’uomo è finita

 

(Websource/archivio)

E’ finita bene la vicenda della bimba rapita a Mestre, ma non è finita del tutto dato che gli inquirenti devono ancora fare chiarezza sull’intera vicenda. Nella mattinata di ieri un uomo di etnia rom aveva rapito una bambina di 8 anni, figlia di un connazionale. Dopo 24 ore febbrili di ricerche fra Croazia e Veneto il colpo di scena è arrivato quando il sequestratore o forse sua moglie ha riconsegnato riportandola a casa sua la bambina per la quale inizialmente era stato anche chiesto un riscatto in denaro. L’ufficio giudiziario ha fatto sapere che “le sue condizioni di salute sono buone e la bimba non avrebbe subito alcuna violenza”. Al di là del sollievo per il suo ritorno a casa sono ancora molti i punti oscuri in questa vicenda.

Innanzitutto c’è la versione che il padre della piccola dà del rapimento. Lui, un socio in affari e la figlia erano partiti nella notte da Zagabria per andare in Veneto ad acquistare un’automobile. Il papà sarebbe poi sceso per fare una commissione e al suo ritorno non avrebbe più trovato la macchina sulla quale si trovava la bambina e nella quale l’uomo aveva anche lasciato il cellulare. A quel punto si sarebbe recato a sporgere denuncia in questura. Il riscatto chiesto sarebbe stato di 10mila euro. Mentre polizia, Carabinieri e forse dell’ordine croate disponevano decine di posti di blocco ovunque sarebbe poi arrivata la clamorosa svolta della riconsegna della bimba. La Dda ha comunicato che “sono in corso indagini volte a ricostruire la dinamica della vicenda e ad accertare eventuali responsabilità in ordine al reato di sequestro di persona a scopo di estorsione”.

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F.B.