“Il terremoto mi ha rovinato”, si toglie la vita un operaio

(websource/archivio)

Si è tolto la vita nella cantina della sua abitazione nelle campagne di Sarnano, nel maceratese: la vittima è un 57enne, il gesto sarebbe legato al post terremoto. Ancora un suicidio, dunque, dopo quello avvenuto a Fiastra, dove qualche giorno fa un agricoltore 58enne si è tolto la vita impiccandosi in un capanno che si trova nel suo terreno, a due passi dall’abitazione ad oggi ancora inagibile. E’ l’onda lunga degli effetti devastanti che hanno avuto le fortissime scosse che dallo scorso 24 agosto hanno distrutto numerosi luoghi del centro Italia, ma soprattutto hanno stravolto la vita di migliaia di persone.

Dopo le scosse, il 57enne di Sarnano aveva dovuto lasciare quella casa perché inagibile, ma ieri mattina ha scelto di tornarci, per l’ultima volta, ha legato una corda alla trave del soffitto della cantina e si è lasciato cadere. L’uomo non era sposato e lavorava in un’azienda di Sarnano: ieri mattina, i colleghi si sono preoccupati non vedendolo arrivare, per cui intorno alle 9:30 hanno iniziato a cercarlo, finché non lo hanno trovato privo di vita proprio a casa sua. Immediatamente è stato lanciato l’allarme agli operatori del Suem 118 di Macerata, ma quando il medico dell’emergenza è giunto sul posto dal presidio ospedaliero più vicino ha potuto solo constatare il decesso dell’uomo, peraltro risalente a diverse ore prima. Sul luogo dell’accaduto sono giunti anche i carabinieri della stazione di Sarnano e Penna San Giovanni per i rilievi ed accertamenti di rito, che – grazie a un biglietto lasciato dalla vittima – hanno avuto conferma che il suicidio sarebbe legato proprio al disagio post terremoto.

Una lunga e triste serie di suicidi

Diventa sempre più lunga la scia di suicidi legati al sisma, che si era aperta con la tragedia di Adriano Pieretti, edicolante 31enne residente a Camerino ma originario di Osimo. A metà ottobre, il giovane si è tolto la vita nella notte, impiccandosi in casa, dove conviveva con la sua fidanzata. Nei giorni precedenti, il giovane si era sfogato su Facebook, lamentando il fatto che Camerino fosse stato escluso dal cratere sismico. Non è invece chiaro se si sia tolta la vita, a inizio novembre, una 76enne che si trovava ricoverata alla casa di riposo di Monte San Giusto, dichiarata inagibile a causa del terremoto. La donna è morta travolta da un treno.

Qualche giorno prima, un pensionato di 75 anni di Montappone, un paesino delle Marche in provincia di Fermo, si è suicidato sparandosi un colpo di fucile nel cortile della sua abitazione, inagibile dopo il terremoto. A metà dicembre, infine, Antonio Angelo Petetta, artigiano meccanico di 62 anni, si è tolto la vita in un bosco di Camporotondo, un piccolissimo comune di appena 600 abitanti in provincia di Macerata. Infine, a febbraio, si è tolto la vita un muratore 52enne: l’episodio è avvenuto ad Amatrice, nella frazione di Voceto, in località Picca, dove l’uomo viveva con la famiglia. A dare l’allarme, la moglie e la figlia ventenne del muratore, che da quanto si apprende soffriva da tempo di una profonda depressione, acutizzata dopo la scossa del 30 ottobre, in cui la sua abitazione aveva subito ingenti danni.

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GM