“Qui ci sono i resti di mio figlio”. Ma la Polizia dissacra anche l’orsetto

(Websource / Sun)

Costretta a raccogliere le ceneri del proprio “angelo” dal pavimento dopo aver subìto una perquisizione da parte della Polizia. I poliziotti hanno letteralmente squarciato l’orsetto di peluche che custodiva tutto ciò le rimaneva di suo figlio Nathan, venuto improvvisamente a mancare nel 2014, in spregio a qualsiasi forma di educazione e rispetto nei suoi confronti. E’ la dolorosa e umiliante esperienza vissuta da una giovane mamma inglese, Chelsea Wright, 23 anni, che ora intende fare causa agli agenti responsabili di questa odiosa sopraffazione.

Il “fattaccio” è avvenuto nell’appartamento del compagno di Chelsea. Nel corso di un caotico raid i poliziotti, in cerca di un laptop rubato, hanno lasciato cadere quelle preziose ceneri sul pavimento della sua camera da letto. Quando se ne sono andati a mani vuote, lei è tornata nella sua camera da letto e si è accorta con sgomento di quel che era accaduto. “Sono stata costretta a recuperare mio figlio con l’aspirapolvere”, ha raccontato la poveretta tra le lacrime. “Ho avuto una crisi isterica, e quando se ne sono andati ero ancora in ginocchio intenta a raccogliere i preziosi resti del corpo di mio figlio”. Purtroppo, però, “almeno un quarto è andato perduto”, lamenta. Tutto questo per colpa dell’insensibilità e dell’arroganza dei rappresentanti della forza pubblica. E la cosa più grave è che, nonostante il mandato di perquisizione, Chelsea non era sospettata di aver commesso alcun reato.

Nato prematuro alla 34° settimana, Nathan era un bambino “sano e felice” finché non si è improvvisamente spento, il 1° aprile 2014, a soli 10 mesi. Chelsea, volendo tenerlo il più possibile vicino a sé, aveva conservato le sue ceneri in una tasca interna dell’orsetto “incriminato”, dal quale non si separava mai. In ragione del danno subito, la donna – congiuntamente ai suoi familiari – ha fatto causa alla Polizia dello Staffordshire per violazione dei diritti umani. “Non capisco come la Polizia abbia potuto essere così spietata e sconsiderata – dice Chelsea, di Rugeley, nello Staffordshire – . Ho provato a salvare le ceneri raccogliendole in dei pezzetti di carta, ma è stato impossibile. E li avevo avvertiti del contenuto di quel peluche prima che cominciassero la perquisizione, ma è stato inutile. Mi chiedo come abbiano potuto pensare che lì dentro ci fosse un laptop“. E se “nessuno potrò darmi indietro mio figlio e nessuna forma di denaro potrà mai consolarmi”, la sua speranza è che “la Polizia impari la lezione e un incidente come questo non abbia mai a ripetersi”. “Quest’esperienza – conclude – mi ha fatto rivivere una seconda volta la morte di Nathan”.

TUTTE LE NEWS DI OGGI

EDS