“Voleva anche le sue ceneri”: la verità sulla ragazza “istigatrice” di un orribile suicidio

(Websource / Mirror)

“Voleva anche le sue ceneri”. Così dice Kim Bozzi, la zia di Conrad Roy III, riferendosi alla fidanzata di quest’ultimo, Michelle Carter, condannata lo scorso giovedì per averlo istigato al suicidio. Parlando con i colleghi di ABC News, la donna ha spiegato che l’ex ragazza del 17enne avrebbe avanzato la singolare richiesta durante la sua veglia funebre. “Voleva entrare in camera sua e prendere qualche suo oggetto personale –  ha raccontato tra le lacrime – . Ma ora vivrà il resto dei suoi giorni come una delle persone più odiate di questo paese”. “Io non penso che lei l’abbia aiutato a suicidarsi – ha poi chiarito la zia della vittima – . Credo che l’abbia costretto a suicidarsi. Credo che se non fosse stato per lei, oggi Conrad sarebbe ancora qui”.

L’avvocato di Carter, Joseph Cataldo, intervistato sempre da ABC News, ha affermato invece che se tornasse indietro si rimetterebbe al giudizio di una giuria, anziché di un singolo giudice, e ha ribadito che la sua assistita è “dispiaciuta” per l’intera vicenda e “pentita”. La 18enne di Plainville, nel Massachusetts, è stata condannata a un anno e tre mesi di reclusione ed è scoppiata in lacrime alla lettura della sentenza. La famiglia della vittima, però, non è disposta a perdonarla tanto facilmente per quello che ha fatto. La mamma del giovane, Lunn Roy, l’ha accusata di aver contribuito alla morte del figlio per migliorare la propria vita e “sfruttato le debolezze di mio figlio e lo ha usato come pedina nel suo stesso benessere”. Poi, ospite di una trasmissione televisiva, ha aggiunto: “Non credo che abbia una coscienza. Penso che lei debba essere ritenuta responsabile per le sue azioni perché ha saputo esattamente cosa stava facendo e cosa ha detto”.

Negli sms scambiati tra Michelle e Conrad era emerso che la giovane incoraggiava il suo fidanzato platonico a suicidarsi, ma anche che una volta giunto nel parcheggio dove poi si è tolto la vita Conrad Roy era stato invitato da Michelle Carter a tornare indietro. A questo si aggiungono i problemi di salute mentale del giovane, per cui la ragazza è stata infine condannata per omicidio involontario a 15 mesi. Il giudice Lawrence Moniz del tribunale giovanile della contea di Bristol, ha dichiarato: “Questa corte deve e ha considerato un equilibrio tra riabilitazione, promessa che tale riabilitazione funzionerà e una punizione per le azioni avvenute”. Evidentemente i giudici hanno dato in parte ragione alla tesi della difesa, che avevano messo in luce come il giovane avesse problemi di depressione. In uno dei video trovati sul suo cellulare dopo la morte, Conrad Roy diceva che non avrebbe avuto “mai successo, mai una moglie, mai figli” a causa del suo carattere introverso.

EDS