Latina, parla il trans “cacciato” dal ristorante: “Un’umiliazione tremenda”

(Websource / archivio)

“Siamo state vittime di un episodio di transfobia. Ci hanno cacciate proprio da questo locale perché non ci volevano vedere in quanto transessuali”. Così dice Massimina Lizzeri, uno dei due trans che hanno denunciato di essere stati discriminati e messi alla porta in un ristorante di Latina, ai microfoni di Fanpage. “E’ stata un’umiliazione tremenda – aggiunge – , un episodio del genere non mi era mai capitato”. Massimina ha deciso di denunciare l’accaduto su Facebook, con il sostegno del Movimento Identità Trans, e lo racconta così: “Ci siamo messe un pareo, essendo un luogo di mare non è che ti metti un tailleur per andare a mangiare. Siamo entrate, ci è venuto incontro questa cameriera molto scortese, molto sprezzante, e ci ha detto: ‘No no, qui dentro non si entra così e il cane non ce lo vogliamo’. C’era uno a torso nudo, mi sembra di aver visto anche un’altra signora con un pareo ancora più corto del nostro. Cioè, loro si e noi no? E’ arrivata la titolare e senza sentire ragioni ha cominciato a dire: ‘No no, qui dentro voi no’. Io ho detto: ‘Guardi, se il problema è il pareo noi ci vestiamo’. La risposta è stata: ‘Io non vi voglio né dentro né fuori. Così ci andate al bordello’. E ha cercato di mandarci via spintonandomi”.

Al ristorante, invece, ora tengono le bocche cucite: “Non voglio parlare”, si limita a dire la titolare del locale affacciato sulla spiaggia, minacciando a sua volta denunce ai giornalisti “disturbatori”, cui dice: “Voi siete peggio di quelli…”. Poi si lascia sfuggire: “Io gli ho detto solo di andarsi a mettere una maglietta…”. Precisa di sentirsi nel “giusto” e di non voler replicare, quindi conclude: “Con queste persone non ci si può ragionare”. Se ne riparlerà probabilmente in tribunale…

EDS