(Websource/archivio)

La famiglia di Valerio Gazzelloni non ci sta e vuole che venga fatta chiarezza sulla morte del loro caro avvenuta in circostanze ancora tutte da chiarire. Per questo si è rivolta ai Carabinieri e molto presto sporgerà formale denuncia. Tutto è avvenuto giovedì scorso quando Valerio, 38 anni, si sente male nella palestra che frequenta abitualmente, la Vigor Sporting Center di Roma.

Soccorso sul posto dall’ambulanza del 118 i sanitari lo visitano e dato che i dolori al petto sembrano attenuarsi lo rassicurano dicendogli di non preoccuparsi e gli dicono di andare pure tranquillamente a casa. Lui si fa riaccompagnare nella sua abitazione  e qui Valerio accusa un altro malore proprio davanti alla madre con la quale vive. Interviene ancora l’ambulanza che si rende conto della gravità della situazione. Le sue condizioni sono disperate, i sanitari provano a rianimarlo, ma non c’è più nulla da fare. Il 38enne è morto per un infarto. Come appurato poi dai Carabinieri della stazione Prenestina coordinati dalla compagnia di Piazza Dante i sanitari lasciano  il certificato di morte alla famiglia e il corpo senza vita di Valerio rimane direttamente a casa.

La famiglia chiede che venga fatta chiarezza e giustizia su quanto accaduto. “Valerio stava bene. Come è potuta accadere una cosa simile? Vogliamo chiarezza e la certezza che sia stato fatto tutto quello che era possibile fare da parte degli operatori del 118” spiegano i famigliari. “Abbiamo perso non solo un ragazzo delizioso che con dedizione e impegno svolgeva il suo lavoro  -aggiunge una sua cliente – ma anche un caro amico”. Valerio, che aveva perso il papà dieci anni fa, aveva portato avanti l’attività di famiglia che si occupa di oggetti per la prima infanzia, ma aveva anche concluso gli studi e coltivato la sua passione per il disegno.

F.B.