In Italia è boom di iscrizioni nelle scuole calcio femminili, ecco a cos’è dovuto

Il boom è innegabile, tangibile nei freddi numeri che possono essere quelli degli ascolti tv (alle stelle). Ma si vede anche nei contatti social (anche loro in forte crescita) o delle scuole calcio. Queste nell’ultimo anno hanno avuto un incremento assoluto di ragazzine che vogliono giocare al calcio. I dati ufficiali, la Figc li darà nei prossimi giorni, ma che il numero di bambine che scelgono di giocare a calcio, in tutta Italia, sia in aumento è chiaro. L’incremento si aggira, rispetto ad un anno fa, intorno al 35-40% di presenze in più di ragazzine nell’attività di base delle diverse società. Siano esse dilettanti (la maggior parte) o professionistiche.

La maggior parte di queste società, secondo quanto dispongono le norme federali, abbinano l’attività femminile e maschile fino ai 12 anni di età. Ma nell’ultimo anno sono tanti i club prof che, oltre a creare una squadra femminile hanno deciso di dare vita a una scuola calcio solo per le ragazzine che vogliono avvicinarsi al calcio. Anche Francesco Totti, per esempio, che ha una scuola calcio sul litorale romano, sta pensando, la prossima stagione, di creare un polo tutto femminile a Casal Palocco.

Boom d’iscrizioni alle scuole calcio femminili, ecco a cos’è dovuto

A favorire questa crescita, non sono soltanto i risultati ottenuti dalle ragazze (l’effetto Mondiale si conoscerà a settembre, quando le iscrizioni alle scuole calcio saranno riaperte) nel corso dell’ultima stagione. Questa peraltro è coincisa con il decollo del campionato di serie A, interamente trasmesso dai canali satellitari di Sky. Alla base del boom c’è anche un deciso lavoro federale che ha puntato molto sullo sviluppo dell’attività femminile. Sulla forte spinta voluta dall’Uefa, la Figc ha dato vita a numerose iniziative. Queste vanno dagli Open Day in diverse città (a Roma l’ultima ha richiamato oltre 200 bambine che si sono mostrate interessate al calcio) alla formazione specifica di tecnici affinché la preparazione delle bambine sia mirata e non mutuata dal maschile. Senza dimenticare le agevolazioni economiche che, soprattutto a livello dilettanti, vengono attuate per favorire l’iscrizione di squadre ai campionati femminili.