Quella dell’11 luglio 1982 non fu una giornata come le altre, almeno non lo fu per l’Italia, scopriamo il perché.

Per i calciofili, l’11 luglio 1982 è una data essenziale nella storia del calcio italiano, ma l’11 luglio 1982 fu una data speciale anche per gli appassionati della musica, ma soprattutto per l’Italia politica.

La mattina infatti, i notiziari nazionali annunciarono la notizia della fiducia ottenuta dal governo Spadolini. Quello Spadolini fu un governo particolare, visto che fu il primo  nella storia della repubblica, non guidato da un democristiano. Nonostante la fiducia, il governo di Giovanni Spadolini non ebbe lunga durata e avrebbe mantenuto la carica solamente per altri tre mesi. Nonostante ciò Spadolini, in quelle ore, teneva informato sulla situazione politica italiana il presidente Sandro Pertini, pronto a partire per Madrid.

Infatti proprio nella capitale spagnola si sarebbe disputata la finale della Coppa del Mondo del 1982, tra l’italia del CT Enzo Bearzot e la Germania. In Italia cresceva l’attesa per quel grande evento. Infatti l’Italia non si aggiudicava un Campionato del Mondo dal 1938. Ci era andato vicino solamente lnel 1970, dove perse la finale contro il Brasile di Pelè per 4-2, dopo aver eliminato in semifinale la Germania con una storica vittoria per 4-3.

Italia campione del mondo 1982: la corsa alla Coppa

Le due coppe del mondo prima dell’edizione del 1982, furono deludenti per gli Azzurri. E la campagna spagnola, si stava per rivelare anch’essa tale. Infatti gli azzurri ottennerò la qualificazione dopo tre pareggi, e solamente grazie alla differenza di goal fatti.

Il secondo turno però, l’Italia cambio marcia. Una voglia di rivalsa dalle giuste critiche sul gioco di Bearzot, pervase la mentalità della nazionale italiana, che riuscì a cacciare fuori l’orgoglio ed a giocare ogni partita con il sangue agli occhi.

Arrivarono così tre vittorie, contro tre delle nazionali più forti al mondo, la prima contro l’Argentina di Diego Armando Maradona, la seconda con uno spettacolare 3-2 contro il Brasile di Zico e Falcao. Il tutto condito da uno straripante Paolo Rossi, autore della tripletta contro al Brasile. Si arriva alla semifinale contro la Polonia. Ancora una volta il mattatore è Rossi, che con una doppietta, regala la finale agli azzurri.

11 luglio 1982: la finale con la Germania Ovest, l’urlo di Tardelli, la gioia di Pertini

Dall’altra parte la Germania, che riesce ad arrivare a Madrid, pareggiando con l’Inghilterra e battendo la Spagna nel gironcino. In Finale i tedeschi riescono a battere la Francia di Michel Platini ai rigori, dopo una spettacolare partita che si concluse con il punteggio di 3-3.

Così si arriva all’11 luglio, con il presidente Pertini in viaggio per la capitale spagnola e con i Rolling Stones che annunciarono la data a Torino per il 15 luglio. Per l’occasione Mick Jagger si esibì avvolto da un tricolore ed indossando la maglia di Paolo Rossi.

La Finale contro la Germania completò la serie di vittorie degli azzurri. Anche in quell’occasione si soffrì, con l’infortunio di Ciccio Graziani ad inizio gara ed il rigore sbagliato da Cabrini. Ma poi l’Italia colpì, ancora una volta con Paolo Rossi al minuto numero 56. Dodici minuti più tardi raddoppiò Tardelli con la corsa e l’urlo che diventarono simbolo di quel mondiale. Infine Altobelli infila il tris al 81′. A rendere meno amara la sconfitta per i tedeschi ci pensò Breitner, con il goal della bandiera al minuto 83. Al fischio finale, storico fu il commento di Nando Martellini che per tre volte esclamò a voce alta “CAMPIONI DEL MONDO“.

Ad assistere alla vittoria c’era in tribuna Sandro Pertini, in piedi ad applaudire, incurante dello sguardo scettico dei reali spagnoli, immagine storica quanto la partita a carte con Bearzot, Zoff e Causio sull’aereo di ritorno per l’Italia.

Per rivivere la stessa gioia, l’Italia dovette aspettare ben 24 anni. Ma ad omaggiare la truppa azzurra del 1982 in quell’occasione ci pensò Fabio Grosso, che dopo un goal in semifinale, sempre contro la Germania, replicò il grido di gioia di Marco Tardelli.

L.P.

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