Chef Rubio ha commentato la situazione della Open Arms. Il noto cuoco sta continuando ad aiutare i ragazzi dell’organizzazione non governativa spagnola. 

Chef Rubio ha scritto due lunghi post. Il cuoco italiano, infatti, è al centro dei riflettori per l’aiuto che sta fornendo ad Open Arms. Sono ancora in mezzo al mare gli oltre 120 migranti in cerca di un porto sicuro dove approdare per sfuggire dall’inferno delle acque e dalle decisioni politiche di ci sta sopra di loro. Ecco quanto ha scritto il famoso cuoco ed attivista italiano.

Chef Rubio: “Sul, nel ed in fondo al mare ci sono persone come noi!”

Sul, nel e in fondo al mare ci sono persone, esseri umani. Esseri umani più sfortunati di noi ma identici in tutto e per tutto a noi. Che sognano di non essere perseguitati, uccisi, torturati, stuprati, schiavizzati e imprigionati, che sognano di pagare le tasse nei nostri paesi dove invece regna il nero ma si punta il dito, o di andare a urlare alle autorità degli Stati colonizzatori tutto il disprezzo per la collaborazione complice di questo schifo.

Sognano semplicemente una normalità che noi gli abbiamo tolto prima ancora che nascessero. Non sono altro che esseri umani. E mi fa schifo tutta questa attenzione, questo clamore, questa eccitazione solo perché ci sono due persone “note” a bordo salite per dare una mano, per attirare l’attenzione dei media, per creare la notizia. Come se il dramma quotidiano di queste persone si dovesse avvalorare e giustificare nell’emozione della compassione.

Come se senza il carosello mediatico e le luci dello show queste persone non esistessero. Mi fa schifo questo sensazionalismo, mi fa schifo questa ipocrisia, mi fanno schifo queste dinamiche che sembrano ormai necessarie. Queste persone esistono al di là dei nostri salvataggi e dei gesti di carità cristiana, non sono delle bestie da guardare come si fa allo zoo. Sono esseri umani come noi e dobbiamo solo vergognarci. Un grazie infinito a Calogero e alla sua bontà, senza di lui l’operazione di approvvigionamento, il ristoro dei ragazzi e la successiva e inevitabile notizia non sarebbero stati possibili. Grazie solo a chi lo fa perché va fatto con la speranza che non debba rifarlo mai più. Mai più.

Io ho fatto da specchietto per le allodole insieme a Richard rappresentando tutti voi. Pare che avremo fatto chissà che ma oltre a servire, parlare con le persone e congratularci con equipaggio abbiamo fatto veramente poco. I veri mostri sacri sono quelli che nessuno ve racconterà mai e che fanno tutto, compreso salvare vite in mare.

Le persone stanno psicologicamente a pezzi e grazie al lavoro eccezionale dell’equipaggio resistono, ma questo non vuol dire che devono stare un giorno in più in mare. Fateli scendere a terra prima di subito. La parte buona di Lampedusa li aspetta. Grazie a tutti del supporto, i 121 esseri umani sono al corrente del vostro amore e vi ringraziano

Consigliato “L’Isola di Non Arrivo”

Lo chef ha poi consigliato a tutti di leggere “L’Isola del Non Arrivo di Marico Aime”. Questo il commento sotto la foto:

Sto libro lo consiglio a tutti i lampedusani che “Attento a ciò che fai”, “Attento a ciò che dici”, “Ti stai facendo una brutta pubblicità”, “Le cose le sappiamo noi, i libri dicono stronzate”, “Meglio che te ne torni da dove sei venuto”, a quelli dalla memoria corta ( lo so che ricordate tutto e che fate solo finta di no) che oggi abbaiano sui social ma poi quando mi incontrano per strada fanno pippa e abbassano lo sguardo o al massimo chiedono un selfie.

Se non sapete leggere fatevelo raccontare perché state mandando a fondo un’isola che pensate essere vostra ma che è semplicemente di se stessa. Lo dedico invece a tutti i meravigliosi lampedusani che ho avuto l’onore di conoscere e che per fortuna mandano avanti in maniera onesta un’isola in balia di se stessa e abbandonata dallo Stato e dalle istituzioni.

Lo dedico a tutti quei “forestieri” incredibili che si fanno in quattro per l’isola, per i lampedusani e per i disperati, quelli che tappano i buchi che gli altri creano, e lo fanno insieme a chi resiste, a chi ricorda. Lo dedico a tutti quelli che tengono a galla l’onore e l’incredibile memoria storica di quest’isola. Da leggere e da far leggere. Libro immenso: grazie Nino l’archivista”.