Curare i tumori con la stampante 3D: tecnica rivoluzionaria a Bologna

Curare i tumori con la stampante 3D: è questa l’innovativa tecnica del dottor Alessandro Gasbarrini all’istituto Rizzoli di Bologna. Ecco come ci riesce. 

Curare i tumori con la stampante 3D, è questa l’ultimissima novità che arriva dalla sanità italiana. Perché quest’ultima non comprende solo scandali, corruzioni e casi di malasanità. Ma anche eccellenze assolute, come l’istituto Rizzoli di Bologna.

A evidenziare lo strepitoso lavoro della struttura sanitaria è stato il il programma Le Iene, con uno dei suoi servizi nel corso dell’ultimissima puntata. “Noi stiamo per entrare in una sala operatoria che si occupa di oncologia vertebrale. Eccellenza italiana? Non sono io a doverlo dire (sorride, ndr)”, dice il primario Alessandro Gasbarrini nel corso dell’intervista.

Curare i tumori con la stampante 3D

Ma si tratta in tutto e per tutto di un fenomeno nella materia. Il medico, infatti, detiene il primato mondiale per vertebre e costole sostituite. In particolare – come spiega il programma – il dottore rimuove quelle ammalate, le studia e poi con una stampante 3D riproduce protesi uguali e perfette alle colonne vertebrali dei pazienti, le quale verranno reinserite con delicatissimi interventi chirurgici.

Il record di ossa rimosse in una stessa operazione? “5 vertebre e mezzo e 10 costole”, dice il dottor Gasbarrini. L’illuminazione invece gli è arrivato dall’universo: “Gli astronauti vanno nelle stazioni dove hanno delle stampanti 3D per ricostruire i pezzi. Allora mi sono detti che se loro riescono a mandarli sulla luna, io posso mandarli dove mi pare. Ho dei nostri ingeneri qui vicino e loro mi mandano il pezzo”. Tutto gratuitamente per i pazienti. “Con la 3D ho fatto 22 operazioni, ed è impressionante quanto il risultato sia buono quando riproduci qualcosa su misura su un paziente”. Il futuro che avanza e una nuova speranza per l’umanità. 

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